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STORIA DELLA POTERIE TUNISIENNE L’arte della ceramica e della poterie sono radicate nelle tradizioni locali dei paesi del Maghreb. Fin dall’antichità i berberi hanno utilizzato recipienti in terracotta, le giare, per conservare il grano, le lenticchie, i datteri e l’olio d’oliva. Lampade ad olio e piccole figurine in argilla sono sempre state utilizzate nelle cerimonie nuziali come portafortuna per allontanare gli spiriti maligni. Oltre all’eredità berbera, comune a tutta la regione del maghreb, la lavorazione della terracotta in Tunisia nel corso della storia è stata soggetta a molteplici influenze straniere: i Fenici hanno introdotto la forma appuntita delle anfore ed i Romani la decorazione in rilievo della poterie. Ma il grande rinnovamento arriva con l’islam durante il quale si assiste alla nascita di nuove forme e all’introduzione delle tecniche degli smalti. Nuovi motivi floreali appaiono nella ceramica aghlabides.
FABBRICAZIONE DELLA POTERIE Ancora oggi l’argilla è estratta dalla cava manualmente: si spiccona la roccia nelle gallerie sotterranee per estrarre un minerale color rosso ricco in idrossido di ferro. L’argilla estratta viene in seguito lavata e lavorata: si prepara un impasto con acqua per ottenere una pasta perfettamente omogenea che viene lavata per due giorni in apposite vasche. Una ulteriore lavorazione successiva dell’impasto fa fuoriuscire completamente l’aria, rendendolo pronto per i maestri potiers delle botteghe artigiane. Talvolta per aumentarne la consistenza vengono aggiunti dei minerali, come l’argilla cotta e polverizzata. Secondo a tradizione locale ci sono 2 modi per modellare la materia prima per ottenere i meravigliosi oggetti in terracotta: il primo consiste nel lavorare mano una quantità di argilla a formare una spirale di anelli che, in base al loro diametro, formano oggetti dalle forme più varie; gli anelli sono in seguito lisciati in superficie. Questa tecnica chiamata "f'tila" è utilizzata soprattutto per la realizzazione di articoli di grandi dimensioni come le giare e i grandi vasi. L’ altro metodo è la lavorazione a tornio che permette di ottenere perfette forme circolari regolari di piccole e medie dimensioni, grazie ad un’abile lavorazione dell’argilla basata sulla velocità del tornio a pedale. Per evitare rotture in fase di cottura e per ottenere oggetti solidi e consistenti, la terracotta è essiccata per un periodo di circa 21 giorni: i piccoli oggetti all’aria aperta, in grandi magazzini gli oggetti di maggiori dimensioni. La cottura avviene in grandi forni tradizionali ad una temperatura che può toccare 1200° C ed è svolta in due tempi: una prima cottura di 48 ore con calore progressivo da 50°C à 600°C, una seconda fase, di circa 10 ore, in cui la temperatura viene aumentata fino a 1200°C grazie alla fiamma potente alimentata dalle foglie di palma. Le decorazioni sono realizzate a mano utilizzando colori a base naturale; i motivi, ispirati dal patrimonio storico o ideati dai maestri ceramisti, sono disegnati e decorati a mano. |
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